L’incidente del 28 febbraio

Nel 1945 con la fine della Seconda Guerra Mondiale e la sconfitta del Giappone, Taiwan venne tolta a questi e data alla Repubblica di Cina. Finirono i 50 anni di dominio giapponese sull’isola, che ha lasciato un marchio molto profondo, e circa 300’000 persone di etnia giapponese (su una popolazione allora di 6 milioni) furono costrette a lasciare Taiwan, ossia il posto che consideravano casa; anche perché la maggior parte di loro era nata e vissuta sempre sull’isola, molti di seconda o terza generazione. Molti taiwanesi erano fiduciosi sul cambio di regime e lo vedevano come un’opportunità per contare davvero sul futuro dell’isola. Si sbagliavano.
Arrivarono i cinesi della Repubblica di Cina controllata dal Kuomintang (國民黨, Guómíndǎng in pīnyīn) dal continente per prendere il controllo dell’isola e molto presto fu chiaro che i taiwanesi erano passati da una situazione coloniale a un’altra. Tutti i posti di potere e le proprietà confiscate ai giapponesi vennero presi dai cinesi, che non si fidavano dei taiwanesi in quanto “contaminati” dai giapponesi. Inoltre la corruzione e gli abusi di potere erano così numerosi e sfacciati che non pochi taiwanesi iniziarono a rimpiangere i giapponesi. Infine il 28 febbraio 1947 ci fu il cosiddetto “incidente del 28 febbraio”, che è uno spartiacque per la storia di Taiwan.

  • Nella notte del 27 febbraio 1947 a Taipei una squadra dell’ufficio sul monopolio del tabacco sequestra delle sigarette di contrabbando a una venditrice e un funzionario la colpisce sulla testa con la pistola.
  • La gente attorno prende le difese della venditrice protestando e un funzionario della squadra ritirandosi spara uccidendo un passante. È la classica goccia che fa traboccare il vaso della pazienza dei sopprusi.
  • Il giorno successivo, il 28 febbraio, ci sono proteste per chiedere l’arresto degli agenti coinvolti nell’uccisione. Agenti della sicurezza sparano per disperdere la folla.
  • In marzo arrivano truppe dell’esercito che reprimono violentemente le sollevazioni popolari. Non si sa di preciso il numero dei morti ma si parla di un numero tra i 5’000 e i 30’000.
  • Il 19 maggio viene proclamata la legge marziale, che resterà in vigore fino al 15 luglio del 1987: è il cosiddetto “terrore bianco”. Generazioni di taiwanesi crescono imparando dai genitori una regola base: non fare politica.
  • Nel 1949 in Cina i comunisti vincono la guerra civile. I nemici sconfitti del Kuomintang fuggono a Taiwan, circa due milioni di persone. La Repubblica di Cina ora governa con il pugno di ferro solo Taiwan (mentre il pugno di ferro dei comunisti si abbatte sulla Cina). Taiwan da colonia giapponese è diventata colonia di un governo in esilio.

Fino al 1987 questo massacro è stato un tabù. Con la democrazia e la libertà ora se ne può parlare e discutere apertamente. Da quando la legge marziale è stata annullata nel 1987 il governo ha istituito una “fondazione memoriale dell’incidente del 28 febbraio” e avviato compensazioni per le vittime e i loro familiari. Prima del massacro molti taiwanesi speravano che con l’arrivo della Repubblica di Cina ci fosse la possibilità per Taiwan di avere una maggiore autonomia e potere decisionale rispetto al periodo giapponese. Dopo “l’incidente” e l’esilio del governo cinese a Taiwan non ci fu più nessuna illusione l’obiettivo si catalizzò sull’indipendenza de facto dell’isola.

Streghe, cervi e odio: esempi di toponomastica di Taiwan (seconda parte)

La toponomastica di Taiwan riflette la sue essenza di isola con un passato e un presente multiculturale. Infatti a differenza di quello che può sembrare, molti nomi di luoghi non sono di origine cinese mandarina. Qui la prima parte. 

Beitou: le terme delle streghe
Beitou (北投, Běitóu in pīnyīn) è il distretto più a nord di Taipei ed è nota per le sue terme. Beitou è anche l’ambientazione di un famoso webcomic: Le streghe di Beitou
Le terme sono appunto legate al suo nome, infatti la popolazione indigena dei Ketagalan associava le terme a un luogo da streghe. Da qui il nome originario in lingua ketagalan, ossia Kipatauw, che significa “streghe”. Quindi “Le streghe di Beitou” si potrebbe tradurre anche come “Le streghe delle streghe”…
Dalla parte “patauw” è poi arrivato il taiwanese Paktau, che a sua volta è stato preso in prestito dal giapponese in Hokuto e infine nel mandarino Běitóu.

Lukang: il porto dei cervi
Lukang (鹿港, Lùgǎng in pīnyīn) è vicino a Taichung e a metà della costa occidentale. Oggi Lukang è una piccola cittadina ma fino alla fine del 1800 era un importante centro commerciale; e deve la sua passata importanza agli olandesi.
Prima di cinesi e giapponesi, Taiwan è stata colonizzata dagli olandesi alla fine del 17o secolo. La Compagnia delle Indie Orientali ha nello stesso tempo combattuto ma anche commerciato con le popolazioni indigene di Taiwan. Uno degli articoli più richiesti erano le pelli dei cervi e gli olandesi erano ben lieti di comprarle dagli indigeni e di rivenderle in Giappone e Cina.
Lukang infatti vuol dire “porto dei cervi” in mandarino ed era appunto una importante base commerciale degli olandesi.

Hualien: nessun odio
Hualien (花蓮, Huālián in pīnyīn) si trova sulla costa orientale. Il nome della città significa aggraziato e bello, essendo i due caratteri che costituiscono il nome messi all’inverso rispetto alla parola cinese che significa “fiore di loto” (蓮花, liánhuā). La città deve il suo nome ai giapponesi, infatti l’attuale nome è semplicemente la pronuncia in mandarino dei caratteri che i giapponesi avevano scelto per il nome della città: Karen.
Prima del nome giapponese, la città era conosciuta in taiwanese come Kirai, dalla popolazione indigena locale, i Sakiraya. Sfortunatamente la pronuncia di Kirai suona come la parola giapponese kirai (嫌い), che vuol dire “odio”. I giapponesi quindi pensarono bene di rendere giustizia a questo posto incantenvole cambiandogli il nome.
Quindi, la città era originariamente conosciuta come Kirai (in taiwanese), rinominata Karen (in giapponese) e infine Huālián (in cinese mandarino).

Picchiare il cane: esempi di toponomastica di Taiwan (prima parte)

La toponomastica di Taiwan riflette la sue essenza di isola con un passato e un presente multiculturale. Infatti a differenza di quello che può sembrare, molti nomi di luoghi non sono di origine cinese mandarina. In due parti esamineremo cinque esempi di nomi di città. Qui la prima parte, la prossima settimana la seconda.

Hsinchu: nuovo bambù?
Oggi la città costiera di Hsinchu (新竹, Xīnzhú in pīnyīn) è conosciuta per essere la capitale taiwanese dell’industria tech; è infatti sede per esempio del più grande produttore di microchip al mondo, cioè TSMC. In mandarino il nome di questa città significa letteralmente “nuovo bambù”, tuttavia questo nome in realtà è derivato dal giapponese Shinchiku (anche qui il significato è “nuovo bambù), che a sua volte è derivato dal taiwanese Shintek.
La prima sillaba (xīn o shin) vuol dire “nuovo”, nessun problema qui. La seconda parte del nome (zhú in mandarino o chiku in giapponese) è più interessante. Infatti il nome taiwanese della città, Shintek, non significa “nuovo bambù”. “Tek” infatti deriva dal precedente nome della regione, Tekkham, dato dai colonizzatori spagnoli del 17imo secolo. Probabilmente deriva da una parola della locale lingua aborigena Taokas, che significa litorale.
Nel 1878 l’impero cinese, che controllava Taiwan, cambiò la sub-prefettura di Tekkham nel nuovo distretto di Tekkham, ossia Shintek.
Quindi, ricapitolando: Tekkham (taiwanese/spagnolo/taokas) venne rifondata come Nuova Tekkham, ossia Shintek (taiwanese), che divenne Shinchiku (giapponese) e infine Hsinchu (mandarino, Xīnzhú in pīnyīn)

Kaohsiung

Kaohsiung: nessuna violenza sugli animali
Kaohsiung (高雄, Gāoxióng in pīnyīn) è una grande città portuale del sud di Taiwan. Il nome originario della regione è Takau in taiwanese, che a sua volta è derivato da una parola dalla lingua aborigena siraya che significa “foresta di bambù” (sarebbe stata un’etimologia appropriata per Hsinchu!). Purtroppo per scrivere Takau sono stati scelti dei caratteri cinesi non molto edificanti, ossia 打狗 (Dǎgǒu in pīnyīn), che letteralmente vogliono dire “picchiare il cane”.
Quando successivamente i giapponesi presero il potere, decisero, non molto sorprendentemente, che i caratteri scelti non fossero il massimo e quindi cambiarono i caratteri mantenendo più o meno la pronuncia: 高雄, Takao, in giapponese. C’è da dire che nemmeno i caratteri scelti dai giapponesi erano eccelsi, infatti takao in giapponese vuol dire “maschio alto”.
Infine, nel 1945 il Giappone perse il controllo di Taiwan e la Repubblica di Cina decise di lasciare i caratteri scelti dai giapponesi e di pronunciarli in cinese, ossia Kaohsiung (Gāoxióng in pīnyīn).
Ricapitolando: Takau (in taiwanese derivato dal siraya) diventa Takao (in giapponese) e infine Kaohsiung (in mandarino).

Il Chiang Kai-shek Memorial Hall e la Commissione per la giustizia di transizione

La Commissione per la giustizia di transizione (促進轉型正義委員會, Cùjìn Zhuǎnxíng Zhèngyì Wěiyuánhuì in pīnyīn) è un’agenzia governativa indipendente istituita il 31 maggio 2018. La sua missione è investigare sulle azioni intraprese dal Guómíndǎng (國民黨, scritto comunemente Kuomintang, KMT), ossia il partito-stato che ha tenuto dittatorialmente il potere a Taiwan dal 15 agosto 1945 al 6 novembre 1992. Gli scopi principali della commissione sono: rendere gli archivi politici facilmente accessibili, rimuovere i simboli autoritari, rimediare alle ingiustizie giudiziarie e produrre un report sulla storia di quel periodo per fare in modo di avanzare ulteriormente nella promozione della giustizia di transizione.

La ministra della cultura, la signora Cheng Li-chiun (鄭麗君) ha detto recentemente che la giustizia di transizione non riguarda solamente il rimuovere i simboli del passato autoritario di Taiwan o di spazzare via l’eredità dei passati leader politici autoritari e non dovrebbe essere vista come un’occasione per alimentare l’antagonismo tra diverse sensibilità presenti nella società taiwanese. Il suo scopo dovrebbe essere quello di rettificare gli sbagli del passato.

A Taiwan attualmente è in corso un dibattito sul Chiang Kai-shek Memorial Hall (中正紀念堂, Zhōngzhèng jìniàn táng in pīnyīn), ossia il memoriale a Taipei dedicato al dittatore cinese Chiang Kai-shek (蔣介石, Jiǎngjièshí in pīnyīn) riparato a Taiwan dopo la sconfitta in Cina contro i comunisti e che ha governato con il pugno di ferro Taiwan dal 1949 al 1975. La ministra pensa che i piani per il rinnovo del memoriale non fanno parte solo degli sforzi della giustizia di transizione ma puntano a rimodellare Taipei. Infatti durante il periodo coloniale giapponese e, ancora prima, il regno della dinastia Qīng (清朝) l’area era una base militare; in definitiva i taiwanesi non hanno mai avuto la possibilità di decidere per cosa usare l’area. La ministra della cultura a tal proposito ha elaborato proposte per redesignare l’area.

Il 2018 ha visto diversi atti di vandalismo da parte di giovani attivisti contro il memoriale. Molti taiwanesi lo percepiscono come una ferita ancora aperta del loro passato e ritengono inaccettabile che ancora oggi ci sia un monumento così importante dedicato a quello che a tutti gli effetti è stato un dittatore autoritario che ha causato innumerevoli lutti ai taiwanesi. È come se in Italia ci fosse un memoriale dedicato a Mussolini. Il memoriale è situato nella Piazza della Libertà, una piazza di 240’000 metri quadri nel distretto di Zhongzheng (中正區, Zhōngzhèng qū in pīnyīn). Nella piazza ci sono anche il Teatro Nazionale e la Sala dei concerti, la piazza inoltre serve anche per diverse manifestazioni. Quindi il suo carattere “civile” e “culturale” è già pronunciato. Il memoriale a Chiang Kai-shek è un po’ il suo grosso neo autoritario.

Breve riassunto della storia di Taiwan per punti

La storia di Taiwan è interessante e abbastanza contorta. Di seguito un breve riassunto per punti.

      • Abitata da popolazioni austronesiane già dalla preistoria. Oggi sono circa 530’000 su 23 milioni di abitanti, il 2.3% della popolazione).
      • Nel 1623 gli olandesi si insediano nell’area dell’odierna Tainan. Gli spagnoli dal conto loro nel 1626 si insediano nella parte settentrionale di Taiwan, nell’area delle odierne Keelung e Tamsui.
      • Dal 1624 Taiwan è meta dell’immigrazione di persone provenienti dalle zone costiere della Cina, nello specifico dal Fujian e dal Guangdong. Si calcola che nel 1650 la popolazione cinese han di Taiwan sia di circa 100’000 persone.
      • Nel 1644 Taiwan entra a far parte dell’Impero Qing, che all’inizio è molto riluttante sul regnare su “una palla di fango lontana dalla civiltà”. Per la mentalità cinese dell’epoca infatti la civiltà cinese era delimitata dal mare e dai monti.
      • Tuttavia dal 1661 al 1683 Taiwan è governata da Zheng Chenggong (conosciuto in Occidente come Coxinga) e dalla sua famiglia. I Zheng sono lealisti Ming che combattono i Qing ed espellono gli olandesi da Taiwan.
      • Il 17 aprile 1895, a seguito della sconfitta nella prima guerra sino-giapponese, la Cina cede Taiwan al Giappone, che la terrà fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale nel 1945. All’inizio del dominio giapponese la popolazione cinese han è di circa tre milioni di persone.
      • Il Giappone ha un atteggiamento ambivalente verso l’isola, la sua prima colonia. All’inizio Taiwan viene governata come una semplice colonia, successivamente il Giappone pratica un marcato assimilazionismo.
      • Nel 1945, dopo cinquanta anni di dominio giapponese, Taiwan torna, senza nessuna consultazione popolare, alla Cina. I funzionari mandati dal governo centrale si trovano davanti una popolazione che parla prevalentemente taiwanese e giapponese.
      • Il 28 febbraio del 1947 molti taiwanesi protestano contro il governatore cinese contro la discriminazione e la corruzione del governo nell’isola. L’esercito inizia ad attuare una soppressione feroce delle proteste. Si stima che 10’000 persone vengano uccise, tra le quali buona parte dell’elite della società taiwanese.
      • Nel 1949 in Cina i comunisti vincono la guerra civile. I nemici sconfitti del Kuomintang (KMT, il partito nazionalista) fuggono a Taiwan, circa due milioni di persone.
      • Il KMT instaura una dittatura sull’isola. La minoranza di cinesi continentali governa la popolazione taiwanese con la legge marziale, imponendo tra l’altro l’uso del mandarino al posto del taiwanese o giapponese. Con il passare degli anni il KMT si ‘taiwanizza’ ma il suo nocciolo duro restano sempre i cinesi continentali. Il nome ufficiale di Taiwan è ancora oggi ‘Repubblica di Cina’ (da non confondere con la ‘Repubblica Popolare Cinese’, ossia la Cina continentale).
      • L’Atteggiamento intransigente del KMT nel voler essere riconosciuto come l’unico governo dell’intera Cina ha il risultato di isolare internazionalmente Taiwan. Nel 1971 per esempio Taiwan è esclusa dall’ONU e sostituita dalla Repubblica popolare Cinese. 
      • Nel 1987 finiscono gli anni di transizione e Taiwan diventa compiutamente una democrazia pluripartitica. Due i partiti principali: il KMT che, ironia della storia, punta a una futura unione con la Cina o al limite al mantenimento dello status quo e il Partito Progressista Democratico (PPD), attualmente al governo, che punta (sempre meno, essendosi moderato) all’indipendenza de jure, oltre che de facto, di Taiwan.