Streghe, cervi e odio: esempi di toponomastica di Taiwan (seconda parte)

La toponomastica di Taiwan riflette la sue essenza di isola con un passato e un presente multiculturale. Infatti a differenza di quello che può sembrare, molti nomi di luoghi non sono di origine cinese mandarina. Qui la prima parte. 

Beitou: le terme delle streghe
Beitou (北投, Běitóu in pīnyīn) è il distretto più a nord di Taipei ed è nota per le sue terme. Beitou è anche l’ambientazione di un famoso webcomic: Le streghe di Beitou
Le terme sono appunto legate al suo nome, infatti la popolazione indigena dei Ketagalan associava le terme a un luogo da streghe. Da qui il nome originario in lingua ketagalan, ossia Kipatauw, che significa “streghe”. Quindi “Le streghe di Beitou” si potrebbe tradurre anche come “Le streghe delle streghe”…
Dalla parte “patauw” è poi arrivato il taiwanese Paktau, che a sua volta è stato preso in prestito dal giapponese in Hokuto e infine nel mandarino Běitóu.

Lukang: il porto dei cervi
Lukang (鹿港, Lùgǎng in pīnyīn) è vicino a Taichung e a metà della costa occidentale. Oggi Lukang è una piccola cittadina ma fino alla fine del 1800 era un importante centro commerciale; e deve la sua passata importanza agli olandesi.
Prima di cinesi e giapponesi, Taiwan è stata colonizzata dagli olandesi alla fine del 17o secolo. La Compagnia delle Indie Orientali ha nello stesso tempo combattuto ma anche commerciato con le popolazioni indigene di Taiwan. Uno degli articoli più richiesti erano le pelli dei cervi e gli olandesi erano ben lieti di comprarle dagli indigeni e di rivenderle in Giappone e Cina.
Lukang infatti vuol dire “porto dei cervi” in mandarino ed era appunto una importante base commerciale degli olandesi.

Hualien: nessun odio
Hualien (花蓮, Huālián in pīnyīn) si trova sulla costa orientale. Il nome della città significa aggraziato e bello, essendo i due caratteri che costituiscono il nome messi all’inverso rispetto alla parola cinese che significa “fiore di loto” (蓮花, liánhuā). La città deve il suo nome ai giapponesi, infatti l’attuale nome è semplicemente la pronuncia in mandarino dei caratteri che i giapponesi avevano scelto per il nome della città: Karen.
Prima del nome giapponese, la città era conosciuta in taiwanese come Kirai, dalla popolazione indigena locale, i Sakiraya. Sfortunatamente la pronuncia di Kirai suona come la parola giapponese kirai (嫌い), che vuol dire “odio”. I giapponesi quindi pensarono bene di rendere giustizia a questo posto incantenvole cambiandogli il nome.
Quindi, la città era originariamente conosciuta come Kirai (in taiwanese), rinominata Karen (in giapponese) e infine Huālián (in cinese mandarino).

Picchiare il cane: esempi di toponomastica di Taiwan (prima parte)

La toponomastica di Taiwan riflette la sue essenza di isola con un passato e un presente multiculturale. Infatti a differenza di quello che può sembrare, molti nomi di luoghi non sono di origine cinese mandarina. In due parti esamineremo cinque esempi di nomi di città. Qui la prima parte, la prossima settimana la seconda.

Hsinchu: nuovo bambù?
Oggi la città costiera di Hsinchu (新竹, Xīnzhú in pīnyīn) è conosciuta per essere la capitale taiwanese dell’industria tech; è infatti sede per esempio del più grande produttore di microchip al mondo, cioè TSMC. In mandarino il nome di questa città significa letteralmente “nuovo bambù”, tuttavia questo nome in realtà è derivato dal giapponese Shinchiku (anche qui il significato è “nuovo bambù), che a sua volte è derivato dal taiwanese Shintek.
La prima sillaba (xīn o shin) vuol dire “nuovo”, nessun problema qui. La seconda parte del nome (zhú in mandarino o chiku in giapponese) è più interessante. Infatti il nome taiwanese della città, Shintek, non significa “nuovo bambù”. “Tek” infatti deriva dal precedente nome della regione, Tekkham, dato dai colonizzatori spagnoli del 17imo secolo. Probabilmente deriva da una parola della locale lingua aborigena Taokas, che significa litorale.
Nel 1878 l’impero cinese, che controllava Taiwan, cambiò la sub-prefettura di Tekkham nel nuovo distretto di Tekkham, ossia Shintek.
Quindi, ricapitolando: Tekkham (taiwanese/spagnolo/taokas) venne rifondata come Nuova Tekkham, ossia Shintek (taiwanese), che divenne Shinchiku (giapponese) e infine Hsinchu (mandarino, Xīnzhú in pīnyīn)

Kaohsiung

Kaohsiung: nessuna violenza sugli animali
Kaohsiung (高雄, Gāoxióng in pīnyīn) è una grande città portuale del sud di Taiwan. Il nome originario della regione è Takau in taiwanese, che a sua volta è derivato da una parola dalla lingua aborigena siraya che significa “foresta di bambù” (sarebbe stata un’etimologia appropriata per Hsinchu!). Purtroppo per scrivere Takau sono stati scelti dei caratteri cinesi non molto edificanti, ossia 打狗 (Dǎgǒu in pīnyīn), che letteralmente vogliono dire “picchiare il cane”.
Quando successivamente i giapponesi presero il potere, decisero, non molto sorprendentemente, che i caratteri scelti non fossero il massimo e quindi cambiarono i caratteri mantenendo più o meno la pronuncia: 高雄, Takao, in giapponese. C’è da dire che nemmeno i caratteri scelti dai giapponesi erano eccelsi, infatti takao in giapponese vuol dire “maschio alto”.
Infine, nel 1945 il Giappone perse il controllo di Taiwan e la Repubblica di Cina decise di lasciare i caratteri scelti dai giapponesi e di pronunciarli in cinese, ossia Kaohsiung (Gāoxióng in pīnyīn).
Ricapitolando: Takau (in taiwanese derivato dal siraya) diventa Takao (in giapponese) e infine Kaohsiung (in mandarino).