Māzǔ (媽祖), la dea preferita di Taiwan

Una delle più importanti divinità di Taiwan non appartiene né alla tradizione buddhista né a quella taoista. Māzǔ (媽祖, traslitterata anche come Matsu) infatti è una donna che è diventata leggenda e che a sua volta è diventata folklore. Māzǔ nacque nell’isola di Méizhōu (湄洲島) nella provincia cinese del Fújiàn (福建) con il nome di Lín Mò (林默), durante la Dinastia Sòng (宋朝, X secolo). La leggenda dice che da bambina non piangesse mai, per questo venne soprannominata “ragazza silenziosa”. Le storie su Māzǔ divergono, dall’essere la reincarnazine di Guānyīn (觀音, la dea buddhista della compassione) all’aver appreso le arti magiche dalle sciamane, ma una costante dei racconti su questa divinità è che aiutasse i poveri e deboli e che predicesse le condizioni metereologiche ai pescatori.

A Taiwan ci sono circa 3’000 templi dedicati a Māzǔ, il che dimostrano quanto questa divinità sia speciale per l’isola e le sue persone. Partito da una cittadina di pescatori nella provincia meridionale cinese del Fújiàn, il culto di Māzǔ è arrivato a Taiwan grazie ai mercanti e ai pescatori. Nel XIII secolo un diplomatico scampò a una tempesta in mare aperto. Dato che era un fedele a Māzǔ, chiese all’Imperatore di garantirle una posizione tra le divinità principali. Questo portò Māzǔ dall’essere una dea locale all’essere la protettrice di tutti i marinai. Essendo Taiwan nel frattempo diventata uno snodo importante del commercio, i mercanti e i pescatori dal Fújiàn portarono con loro il culto di Māzǔ.

Tempio Wàn Dān Wàn Huì (萬丹萬惠宮). La mano di Māzǔ con una bomba della Seconda Guerra Mondiale.

Una delle storie più famose legate a Māzǔ a Taiwan è ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale. Durante i bombardamenti degli Stati Uniti su Taiwan (all’epoca parte dell’Impero Giapponese), molte persone sostennero che Māzǔ apparve in ognuno dei 3’000 templi presenti sull’isola. Se il tempio era sulla costa, Māzǔ con il suo mantello spazzava via le bombe in mare; se il tempio era nell’entroterra, prendeva le bombe e le piazzava dolcemente per terra per non farle esplodere. Oggi, uno degli eventi nei quali si vede il culto di Māzǔ in mostra è la grande parata di Dàjiǎ Māzǔ (大甲媽祖). La parata si svolge nella zona centrale di Taiwan: inizia dal tempio Dàjiǎ Zhèn Lán (大甲鎮瀾宮) e passa per oltre 100 templi di Māzǔ. Per nove giorni questo tour porta la statua di Māzǔ a benedire chiunque vada a visitarla.

Māzǔ come strumento politico
Come visto innumerevoli volte nella storia, la religione può essere usata anche come un mezzo dei conquistatori per avere un maggior controllo sul territorio conquistato o che si desidera conquistare.
Dal 1661 al 1683 Taiwan fu governata da Zhèng Chénggōng (鄭成功), conosciuto in Occidente come Coxinga. Coxinga fondò il Regno di Dōngníng (東寧王國), regno lealista alla Dinastia Míng (明朝) e fedele a Xuánwǔ (玄武, la divinità scelta dalla Dinastia Míng). Nel 1683 il generale Shī Láng (施琅), che combatteva per l’Impero Qīng (清朝), riuscì a conquistare Taiwan anche grazie all'”aiuto” di Māzǔ: convinse i soldati e la popolazione di Taiwan che Māzǔ le era apparsa in sogno e che supportava la Dinastia Qīng. Questa mossa fece guadagnare a Shī Láng il supporto locale e riuscì in questo modo a sconfiggere il Regno di Dōngníng.
La Dinastia Qīng prese il controllo dell’isola e fece diventare di nuovo Māzǔ una dea ufficiale (la Dinastia Míng l’aveva declassata a dea minore). Tuttavia, nel 1895 il controllo di Taiwan passò al Giappone e il culto di Māzǔ entrò in contrasto con un’altra religione, ossia il buddhismo giapponese.

Māzǔ sotto l’Impero Giapponese
Secondo le disposizioni giapponesi, i templi dell’isola potevano continuare le loro attività religiose affiliandosi con monasteri buddhisti giapponesi. Tuttavia nel 1915 scoppiò il cosiddetto “incidente del tempio Xīlái” (西來庵事件), ossia un movimento religioso che arrivò anche ad assaltare stazioni di polizia. Questo portò le autorità giapponesi a investigare su larga scala sulla potenziale pericolosità della religione popolare taiwanese. Il risutato fu che le autorità non trovarono elementi consistenti di pericolosità ma anzi benefici nell’insegnamento di questi culti; ovviamente dal punto di vista dell’autorità giapponese.
Tuttavia nel 1937 l’inizio della guerra sino-giapponese diede avvio anche a un movimento di marcata nipponizzazione dei taiwanesi: costretti a parlare e scrivere in giapponese, adottare un nome giapponese e convertirsi alla religione shintoista. Durante questo periodo il 30% dei templi taiwanesi venne distrutto.

Nonostante questa repressione, oggi, come abbiamo visto, il culto di Māzǔ è vivo, vegeto e profondamente radicato a Taiwan.